L’idea iniziale prende forza dalla presenza dell’edificio storico costruito nel 1907 su progetto dell’ing. Luigi Cortese con un disegno armonico e simmetrico che, con la sua ricchezza architettonica e con ciò che rappresenta come memoria del passato, diventa l’emblema del “vecchio saggio” a cui si contrappone il “bambino”, rappresentato da un nuovo grande volume monolitico in cemento armato, con una parete nuda che il tempo arricchirà e una grande apertura rivolta al passato.
Il concept del progetto è quello di creare un’ampia corte centrale bene delimitata, spostando i volumi il più possibile ai margini dell’area di intervento. Le aule sono concepite come spazi raccolti, definiti da un tetto a padiglione che conferisce loro un aspetto di una piccola casa, così che il bambino si possa sentire protetto e a suo agio. Ogni aula presenta una apertura posta sul tetto che riceve la luce da est e attraverso un vetro colorato porta all’interno del locale una luce riflessa, creando un ambiente dall’atmosfera calda, accogliente e diversificato.
Fatta eccezione per gli elementi tecnici, funzionali e compositivi, ciò che interessava ai progettisti era di riuscire a creare ambienti emozionali dove l’atmosfera percepita fosse la protagonista. In quest’ottica, il fine era di far provare un’emozione agli utenti della scuola attraverso l’uso della luce colorata o zenitale, le aperture studiate in funzione delle viste sul paesaggio o delle alberature esistenti, i materiali a volte “caldi” a volte “freddi”, l’alternanza “vecchio-nuovo”, la ricostruzione di ambienti com’erano in origine, la doppia scala del disegno a misura di bambino e di adulto, gli spazi intimi in cui il bambino si rifugia.
Roberto Balduzzi Architetti P. IVA 03739210163
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